Ossario di Timau

Carnia Ossari, Sacrari e Cimiteri

L'Ossario di Timau venne ideato nel 1936 per volontà del prete di allora, Don Tita Bulfon, che decise di far convertire il Santuario del Santissimo Crocifisso, antico edificio religioso risalente al XIII secolo, a luogo per la raccolta delle spoglie dei caduti già sepolte nei piccoli cimiteri di guerra della Valle del But e destinati a essere traslati al Tempio Ossario di Udine. Il progetto venne affidato a Giovanni Greppi e Giannino Castiglioni, già all'opera nella costruzione dei Sacrari di Redipuglia, Caporetto e Monte Grappa.

I lavori iniziarono l'anno seguente e l’ossario venne ufficialmente inaugurato poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale, nel maggio 1939. La struttura riprende la precedente chiesa circondata su tre lati da un unico grandioso porticato classicheggiante che custodisce i resti di numerosi soldati: 1763 caduti di cui 298 ignoti italiani e 65 austro-ungarici, provenienti dai cimiteri montani e da quello militare di Timau.

Al centro della facciata principale spicca un mosaico raffigurante due angeli in adorazione del Cristo sulla Croce (realizzato su disegno di Fred Pittino nel 1954). Al di sopra troneggia il caratteristico campanile a vela con tre campane disposte a piramide e sormontato da tre croci.

All’interno, l’altare centrale è dominato da “il Fante Crocifisso”, scultura bronzea opera di Giannino Castiglioni. A sinistra si trova la fontanella “dell’acqua prodigiosa”, mentre a destra il sacello di Maria Plozner Mentil. Particolarmente significative sono la composizione pittorica di Marino Sopracasa, otto pannelli ispirati alla canzone friulana "Stelutis alpinis", e la “Madonna della Neve”, dipinta nel 1916 dall'artista Fragiacomo di Venezia per adornare la Cappella di Pal Grande. Sulle pareti laterali si possono ammirare le allegorie delle armi e dei corpi militari, quanto rimane dell’intera opera pittorica di Vanni Rossi.