Ara caduti per l'Italia e Colonna caduti per l'Austria-Ungheria

Gorizia, Carso isontino e Collio Monumenti ed edifici storici

L'Austria-Ungheria, come è noto, fu uno Stato multietnico e multiculturale che comprendeva anche alcune zone a maggioranza italiana come l'odierna provincia di Gorizia.

Allo scoppio della guerra alcuni sudditi, non riconoscendosi nell'Impero e credendo nell'italianità delle terre che abitavano, scelsero di disertare e di arruolarsi come soldati volontari nel Regio esercito italiano.

Queste figure divennero popolari e celebrate, specialmente dal regime fascista, come esempi di patriottismo. Per lungo tempo si è pensato che questi volontari fossero molto numerosi, così da poter giustificare anche a posteriori l'italianità di queste terre. Studi successivi hanno però smentito questa convinzione.

Nei pressi della fortezza di Gradisca d’Isonzo, all’ombra di alberi secolari al centro dei giardini compresi tra Via Regina Elena e Via Gorizia, si trovano due monumenti che permettono di capire quanto sia stata complicata la Grande Guerra in Friuli Venezia Giulia. L'Ara dedicata ai caduti gradiscani per l'Italia e la Colonna ai Caduti gradiscani per l'Austria-Ungheria ricordano simbolicamente la vicenda dei sudditi asburgici di nazionalità italiana.

Su un lato dell’Ara dedicata ai caduti gradiscani che hanno combattuto per l'Italia nella Grande Guerra si possono leggere i nomi di cinque uomini tra cui il celebre Antonio Bergamas, figlio di Maria, la donna che scelse la bara del Milite Ignoto e la cui casa si trova proprio nel centro di Gradisca. Sul lato opposto una lunga epigrafe firmata dal generale Armando Diaz ripercorre la storia della Grande Guerra, specialmente nel periodo della riconquista del Veneto orientale e la definitiva conquista del Friuli nel 1918.

Al suo fianco, il Comune di Gradisca d’Isonzo nel 2001 ha posto una semplice colonna di quattro lati per ricordare i gradiscani che durante la Grande Guerra hanno militato nelle fila dell’esercito asburgico. Disposti in ordine alfabetico, è possibile leggere i 90 nomi di giovani caduti tra il 1914 ed il 1918.