Ara Pacis Mundi di Medea
L'Ara Pacis Mundi di Medea è un complesso monumentale realizzato a memoria dei caduti di tutte le guerre.
L’iniziativa venne presa in seguito agli orrori della Seconda Guerra Mondiale da un progetto del “Comitato promotore per le onoranze a Redipuglia”, formato dalle principali associazioni di ex combattenti e dalla Pontificia Commissione di Assistenza. L'auspicio era, attraverso questo monumento, di condurre simbolicamente l'uomo verso la pace e la fratellanza, sacrificare ogni rancore nazionale dovuto alle vicende della Seconda Guerra Mondiale ed evitare nuovi ricorsi alle armi.
In un primo momento venne scelto il colle Sant’Elia, ma su spinta di varie associazioni l’opera venne infine costruita sul colle di Medea, un piccolo paese della pianura friulana a metà strada tra Gorizia e Palmanova, già punto di osservazione del Re Vittorio Emanuele III durante la Grande Guerra. In cima a questa altura, a 140 metri s.l.m., a fine dicembre del 1950 iniziarono i lavori sul progetto dell'architetto milanese Mario Bacciocchi e diretti dagli ingegneri Sirtori e Mocellini.
La costruzione, imponente dal punto di vista dei materiali utilizzati, occupa un'area di 1500 metri quadrati e fu completata in meno di sei mesi. Una scalinata che parte dal parcheggio conduce verso l'Ara Pacis Mundi, circondato da un imponente recinto in marmo travertino. I lati rivolti a nord e sud sono aperti al centro mentre quello ad est è formato da 14 pilastri ravvicinati alti 13 metri. All'interno si trova l'ara vera e propria, in porfido della Val Camonica, di forma quadrata per una lunghezza di tre metri ed un'altezza di cinque.
L’ara custodisce un'urna in legno e bronzo dove vi è inciso "Odium parit mortem, vitam progignit amor" (l'odio produce morte, l'amore genera vita). L'urna contiene le zolle di terra degli 800 cimiteri di guerra in Italia (compresi quelli stranieri). Venne benedetta sull’Altare della Patria a Roma e in seguito trasferita a Medea il 6 maggio 1951.
Informazioni
Via Ara Pacis
I-34076 Medea (GO)