Risiera di San Sabba

Trieste e Carso triestino Monumenti ed edifici storici

La Risiera di San Sabba rappresenta una delle testimonianze più impattanti e drammatiche della presenza nazista in Italia ed è oggi luogo di memoria e riflessione.

Fu costruita alla fine dell’Ottocento come stabilimento per la pilatura del riso e mantenne questa funzione fino agli anni Trenta del Novecento. Venne poi adibita a magazzino del Regio Esercito Italiano e in seguito a caserma.

Dopo l’occupazione nazista e la costituzione della Zona d’Operazioni del Litorale Adriatico, la Risiera venne trasformata in Polizeihaftlager, un campo di detenzione e di polizia. Era impiegata quindi come luogo di detenzione per ebrei, partigiani e oppositori politici e come luogo di smistamento per i prigionieri destinati alla deportazione nei campi di concentramento in Germania e Polonia. Nel cortile interno sorgeva un ulteriore edificio che, a partire dall’estate del 1944, fu adibito a forno crematorio, l’unico attivo in Italia. Di questa struttura oggi non resta traccia: venne infatti distrutta dai nazisti in fuga alla fine della guerra, insieme alla documentazione relativa alle attività svolte all’interno del complesso.

Nel 1965 la Risiera di San Sabba è stata dichiarata Monumento Nazionale dall’allora Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat. Successivamente l’area è stata oggetto di un importante intervento di ristrutturazione su progetto dell’architetto triestino Romano Boico e nel 1975 è stata inaugurata come Civico Museo della Risiera di San Sabba.