Colle Sant'Elia di Redipuglia

Gorizia, Carso isontino e Collio Monumenti ed edifici storici

Il Colle di Sant'Elia è un'altura che si trova di fronte al Sacrario di Redipuglia e che in passato ospitò il Cimitero degli Invitti della Terza Armata, il primo sacrario italiano monumentale della Grande Guerra.

Realizzato a partire dal 1920 dall'Ufficio Centrale per la Cura e le Onoranze delle Salme dei Caduti, l'opera fu inaugurata nel 1923 e ospitava i resti di 30 mila soldati caduti nel territorio circostante e dal 1931 la salma di Emanuele Filiberto, Duca d’Aosta e comandante la Terza Armata durante il conflitto.

L’idea alla base del Sacrario era una rappresentazione del campo di battaglia, unico vero modo per ricordare i caduti del Carso. Il monte venne perciò modellato usando una gran quantità di esplosivo per ricavare sette gironi concentrici, lungo i quali si trovavano le sepolture. Sulla sommità venne creato un piazzale con una cappella votiva contenente il ciclo pittorico realizzato da Giuseppe Ciotti rappresentante la vita dei combattenti e un obelisco a forma di faro dove terminavano i lunghi viali che attraversavano il cimitero. Di fronte al colle era ben visibile la linea del fronte sul Carso isontino e il Monte Sei Busi, luogo delle prime sei battaglie dell’Isonzo.

Le sepolture erano disposte a settori che rimandavo al luogo di esumazione delle salme dai numerosissimi cimiteri di guerra sparsi lungo il fronte. Erano segnalate da opere realizzate con residuati bellici ritrovati sui campi di battaglia ed elaborati dai soldati. Ad accompagnare gli arredi funebri vennero collocate delle epigrafi dettate dal commediografo e volontario di guerra Giannino Antona Traversi.

Negli anni successivi, a causa delle condizioni climatiche, molti di questi reperti iniziarono a danneggiarsi. Gli interventi di restauro vennero fermati quando, nel 1936, venne progettato il Sacrario di Redipuglia per volere del regime fascista, il quale intendeva creare un'opera monumentale per celebrare i caduti della Grande Guerra. Con l'inaugurazione del Sacrario di Redipuglia nel 1938 il Cimitero degli Invitti fu spogliato delle sue funzioni e le 30 mila salme furono traslate nel nuovo Sacrario.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale il Colle Sant'Elia venne riconvertito in Parco della Rimembranza su progetto di Paolo Caccia Dominioni, soldato e artista legato al Carso. Oggi è composto da un grande viale a gradoni su cui sono disposte le riproduzioni dei cimeli e delle epigrafi originali. Sulla cima non si trova più la cappella e l'obelisco della fede, ma una colonna romana proveniente da Aquileia, posta nel 1964, che ricorda i combattenti di ogni arma.